18 Gennaio 2021

LETTERA ALLE FONDAZIONI SOCIALISTE

Carissimi,

i componenti che danno vita al Comitato per l’Unità Socialista mi hanno chiamato a svolgere un compito di coordinamento politico della sua attività. In questa veste ho ritenuto necessario prospettare alle Fondazioni di matrice socialista l’avvio di un dialogo comune.

Il patrimonio culturale espresso dalla tradizione del Socialismo italiano è immenso. Di esso è stata profondamente segnata la storia delle conquiste sociali e del pensiero politico del nostro tempo. Altrettanto grande – purtroppo – appare il suo grado di dispersione nei tanti rivoli generati da una diaspora politica che ha preso le mosse dalla crisi fatale del PSI.

Sembra avere credito il sospetto che la persistenza di questo stato di dispersione sia una delle cause profonde che hanno contribuito all’irrilevanza sociale e politica del pensiero socialista nel corso degli ultimi 25 anni.

Eppure il Socialismo è stato il motore essenziale che ha promosso e dato spinta alle lotte di emancipazione delle classi lavoratrici, al progresso sociale e civile, alla conquista della libertà e della democrazia politica consacrate nella Carta costituzionale ed alla progettazione di un edificio europeo pensato come comunità di destino.

Così è stato fino a quando l’insorgenza di una grave questione morale che ha travolto il sistema politico della cosiddetta “prima Repubblica” ha colpito mortalmente il Partito Socialista offrendo materiale sufficiente alle forze che hanno sempre visto nel socialismo un nemico da abbattere non solo nella sua forma di soggetto politico, ma persino operando il tentativo di rimuoverne la storia ed il patrimonio culturale.

Ma il tempo è galantuomo. Dai sintomi sempre più vistosi di una crisi profonda dei modelli socio-economici neo-liberisti che attraversano il mondo occidentale sviluppato e dei sistemi culturali che li hanno animati, affiorano – sempre più consistenti – i contorni di una nuova domanda di cambiamento che confuta alla radice la retorica ultra-mercatista e populista che domina il discorso politico ancora in questa fase, pur segnata in profondità dalle drammatiche conseguenze di una pandemia che ormai apertamente né smentisce i fondamenti.  Che invece restituisce piena cittadinanza ai valori della giustizia sociale, dell’uguaglianza, del bene comune e del lavoro; valori che soltanto il bagaglio culturale del Socialismo come forma di civiltà, può coniugare con una rinnovata prospettiva d’avvenire.

 C’è dunque – latente – una nuova domanda di cultura politica che ci interpella, dalla quale è possibile ripartire. Per questo sono convinto che in una fase storica come quella che stiamo vivendo il compito delle Fondazioni e delle Associazioni di cultura politica di ispirazione socialista debba essere quello di fertilizzare il terreno di una nuova ricerca culturale di senso.

Altrove i socialisti debbono sentirsi chiamati ad un’opera di ricostruzione di una forza politica socialista, che torni ad occupare il suo posto sul terreno della lotta politica restituendo al Paese, al mondo del lavoro ed alle giovani generazioni un punto di riferimento ed una prospettiva d’avvenire.

Senonché la dignità e la robustezza di un progetto politico poggia in grandissima misura sulla disponibilità di un progetto culturale che restituisca alla storia del socialismo, delle sue battaglie e delle conquiste che ha realizzato, il valore di un pensiero più che mai attuale, perché portatore della chiave giusta per interpretare il senso e la direzione delle trasformazioni in atto.

In buona sostanza l’esigenza che vedo davanti a noi è quella di avviare un processo che da una parte – auspicabilmente –  superi la presente condizione di frammentazione delle forze; per conoscerci meglio, per dialogare di più, per collaborare di più. Dall’altra restituisca alle Fondazioni la funzione storica di offrire la linfa culturale necessaria di cui il progetto politico ha bisogno.

L’auspicio è che questa idea possa intercettare il Vostro interesse in vista di un incontro a carattere seminariale che potremmo allestire appena le condizioni sanitarie generali lo consentiranno nel corso del quale potremmo esaminare da vicino le linee del Progetto, ma verificandone anche la effettiva praticabilità. Senza reticenze.

Naturalmente lungi da me la pretesa di aver espresso in queste poche righe un piano di lavoro compiuto e convincente. Potrà diventarlo soltanto se incontrerà il vostro interesse, magari fino a suscitare un reazione critica che per quanto abrasiva, renderebbe comunque testimonianza di una istanza politica condivisa.

Un caro fraterno saluto

Franco Lotito