14 Maggio 2021

E’ TEMPO DI SCELTE CONCRETE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL PAESE

Nota Stampa |

KOINÈ CONVEGNO

Roma, 25/11/2020

Che cosa è il “Next Generation”; e quante risorse verranno messe a disposizione dall’UE per l’Italia con il Recovery Found, il MES e SURE; ma soprattutto, su quali obiettivi/progetti, il nostro Paese, deve concentrare l’impiego delle risorse finanziarie disponibili perché ottengano il duplice effetto di rilanciare lo sviluppo imprimendogli un nuovo corso?

A queste domande alludeva suggestivamente il titolo del convegno promosso da “Koinè” (Molti benedetti e subito o pochi maledetti e tardi?), un’associazione di cultura politica che da tempo esplora i fenomeni sociali e politici alla ricerca di risposte utili per il cambiamento.

La relazione di Raffaele Morese, presidente dell’Associazione ha illustrato il documento di base (che qui vi pubblichiamo) suscitando un ampio dibattito al quale hanno preso parte tra gli altri Pierangelo Albini per la Confindustria, Pier Paolo Bombardieri segretario generale della UIL, Sergio Cofferati, Tommaso Nannicini, Pier Paolo Baretta sottosegretario sottosegretario del MEF, Romano Prodi e Giorgio Benvenuto che ha concluso i lavori.

Franco Lotito

Dopo il referendum sul taglio dei parlamentari e le elezioni in 7 Regioni e in molti Comuni, l’interesse degli italiani è tutto concentrato sulle scelte che Governo e Parlamento devono fare entro i prossimi mesi sul NEXT GENERATION, sul MES e sul SURE che si aggiungono ai Fondi Strutturali (35 MD non ancora spesi). Queste misure ci possono mettere concretamente nelle condizioni di far convivere la gestione della pandemia da Covid 19 e l’avvio di un nuovo sviluppo del Paese in chiave non assistenziale ma finalizzata a trasformare in meglio quantità e qualità delle produzioni, dei servizi e del lavoro.

L’Europa ha già definito il campo degli interventi di quei tre strumenti e siamo molto d’accordo che non vanno considerati dei salvadanai dai quali si dà poco o tanto a tutti, senza selettività. Il compito degli Stati è appunto quello di definire priorità nei confini prefissati a scala europea. Questi non possono essere sottoposti a revisione periodica, a ritardi operativi ma neanche condizionati a scapito del rispetto dei diritti umani e democratici che sono a fondamento della costruzione dell’Unione europea.

Ci giochiamo il presente e il futuro di questo Paese, mettendo alla prova la sua classe dirigente politica, economica e sociale. Non basta aver gestito con prudenza, tenacia e competenza l’emergenza pandemica. Gli italiani ora vogliono che con la stessa capacità, se non meglio, si gestisca la lungimiranza in chiave di sviluppo e non di mera sopravvivenza dell’esistente.

Di conseguenza, individuiamo scelte che segnino una discontinuità con il passato, senza trascurare la riqualificazione degli attuali assetti produttivi, di servizi e occupazionali. Puntiamo ad individuare priorità imprescindibili che da un lato generino – con i dovuti sostegni – innovazione, lavoro, impatto di genere e sicurezza nel medio e lungo periodo e dall’altro consentano alle nostre aziende di compartecipare alla creazione di campioni tecnologici europei, in grado di competere alla pari nel mondo globalizzato.

Sulle priorità di intervento, riteniamo che l’attenzione attuativa e la consistenza di risorse, pari almeno ai 2/3 dell’intero ammontare, siano assicurate a:

       a – la ricerca di base, per consentire la compartecipazione sempre più estesa a scala europea dei nostri centri di ricerca pubblica, procedendo anche ad una razionalizzazione e unificazione degli enti esistenti, in una unica Agenzia Strategica. Senza ricerca di base, non si fanno ricerche applicate pubbliche e private, per cui diventa sempre più debole il contributo che i ricercatori italiani possono dare al sistema produttivo e urbano.

       b – l’ecosostenibilità, per la messa in produzione dell’energia a idrogeno e per l’abbattimento completo delle emissioni di CO2 con priorità agli impianti e strutture territoriali energivori (climatizzazione calda e fredda, mobilità sui grandi percorsi e urbana, agricoltura e zootecnia). A questo scopo va estesa la normativa dello sgravio del costo complessivo dell’investimento del 110% ai progetti, da chiunque presentati, capaci di produrre effettivi risultati entro i prossimi 10 anni.

       c – la digitalizzazione, con la costituzione della Rete Unica Pubblica, estesa a tutto il territorio nazionale, attraverso la quale realizzare in via prioritaria una unificazione accelerata delle piattaforme digitali della Pubblica Amministrazione centrale e periferica in modo che si accresca la trasparenza (anche per combattere meglio mafie e criminalità) e possano dialogare velocemente assicurando ai cittadini un vero sportello unico; ovviamente, va messo in campo un ampio programma di alfabetizzazione dei cittadini e dei lavoratori per familiarizzare con i nuovi linguaggi.

       d – l’innovazione tecnologica, con la modulazione dei finanziamenti tecnologici e organizzativi, già impostati con Industria 4.0, in relazione agli effetti sull’occupazione diretta e indotta dei progetti presentati; qualora questi prevedessero il ricorso ai contratti di solidarietà attivi e passivi, vanno destinati contributi aggiuntivi.

       e- la riqualificazione professionale di eventuali esuberi occupazionali non riassorbibili dalle aziende, assicurando anche agli adulti in età avanzata il ricorso alla formazione professionale e in ogni caso la tutela reddituale a ciascun lavoratore fino a nuovo lavoro acquisito, con una trasformazione del SURE in un programma di medio periodo.

       f – le infrastrutture materiali che rappresentano un investimento insostituibile, specie per quanto riguarda sia la messa in sicurezza del territorio a partire dalle aree terremotate e dal sistema delle acque, sia l’adeguamento delle strutture scolastiche per assicurare a tutti gli studenti parità di condizioni nell’apprendimento.

       G – la sanità, per la quale la dotazione per l’Italia già predefinita dalla Commissione Europea, con il MES, va utilizzata appieno e redistribuita alle Regioni per investimenti strutturali in tecnologie avanzate, in ambienti adeguati, in risorse umane sempre più qualificate.

Sulla gestione in Italia, riteniamo che occorra una grande attenzione finalizzata alla più efficace generazione di risultati concreti nei tempi più rapidi possibili. Di conseguenza, si propone:

     1 – l’istituzione di un Alto Commissariato che, per tutta la durata del NEXT GENERATION, del MES e del SURE consenta una gestione trasparente, rapida e coordinata, sulla base delle direttive del Presidente del Consiglio e del Ministro dell’economia, dei progetti presentati, accolti e validati anche dalla Commissione Europea, al fine di realizzarli nei tempi e nei modi convenuti.

     2 – la costituzione di una Agenzia Nazionale o ridefinizione della missione dell’ANPAL per la realizzazione della mobilità da posto di lavoro a posto di lavoro degli adulti esuberanti come da punto e.

    3 – tutti i progetti presentati per ottenere i finanziamenti europei devono essere corredati da un parere motivato delle OO.SS. maggiormente rappresentative dei lavoratori.

Koiné ritiene che questi 10 punti devono caratterizzare la qualità dello sviluppo futuro del nostro Paese, in sintonia con quanto si sta ipotizzando da parte degli altri Paesi europei.